domenica 14 giugno 2020

Rhiannon

da Pinterest.com


Rhiannon incarna perfettamente la Dea celtica dei cavalli,  simbolo di potere e sovranità: nessun uomo può governare un regno se non come consorte di una regina. La storia di Rhiannon è lunga e tumultuosa ed è raccontata in ben due rami del Mabinogion. Ella, dopo varie peripezie in cui Pwyll ne conquista la mano scendendo più volte fin nell’altromondo, diventa Regina anche del regno terreno del marito, il quale, per i motivi sopra esposti, non avrebbe più avuto l’approvazione del suo popolo se non avesse trovato una moglie. Si erano conosciuti sulla collina denominata “Tumulo di Arberth”, che era proprio il luogo di passaggio verso l’altromondo, in un giorno in cui lei era andata a cavalcare lì sopra. Pwyll aveva tentato di raggiungerla spronando il suo cavallo fino allo stremo, ma nonostante lei se ne andasse tranquillamente trotterellando, egli non riusciva a raggiungerla fino che non si decise di chiamarla e di chiederle gentilmente di fermarsi: evidentemente era un chiaro monito che Sovranità (e la donna), non la si prende con la forza, ma ci si può avvicinare ad essa solo con umiltà e gentilezza. Divenuta Regina del Dyfed, i due hanno un figlio ma questi viene rapito da un essere oltremondano. E’ la solita storia del figlio “solare”, il Mabon, che dopo la nascita viene tenuto nascosto, in questo caso però non dalla madre ma da forze ultraterrene. Lo ritrova Teyrnon, un uomo del popolo, a cui ogni anno una mano mostruosa e soprannaturale gli rubava il nascituro della sua giumenta. Un giorno questi decise di fare un agguato al mostro, e riuscì a recuperare non solo il puledrino ma anche il figlio di Rhiannon. Inizialmente, non sapendo chi era lo crebbero lui e la moglie, ma poi quando vennero a sapere del destino di Rhiannon, che dopo la scomparsa del figlio fu accusata di averlo ucciso lei, e condannata a portare tutti gli invitati al castello direttamente dal cancello al portone sulla sua “groppa” come una giumenta, capirono che era figlio della Regina e glielo riportarono. Il bambino fu chiamato Pryderi ovvero “preoccupazione”. Da grande si fidanzò con Kigfa, nipote delle Nove Streghe di Glouchester (che rappresentano l’aspetto “crona” delle nove sorelle). Nella seconda parte della sua storia, nel racconto che vede coinvolto Manawyddan, Rhiannon diventa colei che accompagna il figlio nell’oltremondo. Manawyddan era diventato suo marito, dopo la morte dell’amico Pwyll, e cerca di fare di tutto per farla tornare dall’altromondo con Pryderi. Alla fine ci riesce prendendo in ostaggio un topo, venuto con altri topi a razziare il suo raccolto, il quale in realtà era la moglie incinta di Kilcoed, un amico di Gwawl, un essere dell’oltremondo che voleva sposare Rhiannon prima che Ella scegliesse Pwyll.
A dire il vero, Manawyddan (la versione gallese di Mannan Mc Lir) è probabilmente il vero padre di Pryderi. Difatti, dato che Rhiannon e Pwyll non riuscivano ad avere figli, forse per colpa del fatto che il Re non era un essere soprannaturale, ella si unirà ad entrambi in momenti diversi ma, per l’occasione, Manawyddan avrà assunto le fattezze di Pwyll. In questo modo Ella non saprà chi l’ha messa incinta, e il bambino sarà riconosciuto come figlio del Re. Questa trasmutazione nell’aspetto fisico di un altro ci ricorda una storia ben più nota, quella della nascita di Re Artù, quando il Pendragon, tramite una magia di Merlino, prese le fattezze del Re Gorlois di Cornovaglia e con tale inganno si unì alla Regina Igraine, per generare un Re (Artù) e nel frattempo per avere egli stesso il diritto di governare quella terra e diventare l’Ard Ri (Grande Re, ovvero, il Re dei Re).
I numerosi riferimenti alle ”giumente” che si trovano nella storia, evidenziano che, come Macha per gli irlandesi e la continentale Epona, Rhiannon era associata al cavallo, che per i celti era un simbolo di Sovranità: lei è “LA” Regina, che diventa sposa, madre, ancora sposa e guida verso regni oltremondani, altra caratteristica probabilmente assimilata al cavallo come simbolo del passaggio finale (solitamente gli animali di altromondo vengono descritti con occhi e orecchie rossi). 

"In alcune iscrizioni dedicatorie, la Dea è chiamata "Epona Rigani" - la Divine Queen Mare (Koch, 2006). L'epiteto "rigani" significa "regina". È chiaramente una connessione etimologica di Rigantona e, per estensione, a Rhiannon stessa" (da "Rhiannon" di Jhenah Telyndru)

J.Telyndru vede in questa Dea similitudini anche con Modron, in quanto Matrona (Madre Divina) e per il tema celtico ricorrente del figlio (il Mabon o Maponus, che per Rhiannon è Pryderi) nascosto o imprigionato. La associa al periodo della discesa, quando il seme torna nella terra, probabilmente ispirata dal fatto che Pwyll deve scendere nel tumulo per averla in sposa, e lei accompagna Pryderi nell'oltremondo. La Luna Piena, che porta in sè energie di risoluzione e compimento, è la fase lunare ad Essa associata, mentre Sovranità, intesa come conoscenza e padronanza di sè, è il suo dono. 

Sono moltissime le storie celtiche in cui i perigliosi percorsi iniziatici del cavaliere e il diritto ad essere sovrano arrivano al prescelto tramite una donna. La famosa Regina Ginevra stessa è un simbolo di tutto ciò. Il compito del re non è quello di esercitare il “potere”, ma di usare la regalità ad esso conferitagli per custodire il territorio e proteggere il popolo dalla povertà, dalle calamità e dalle malattie, pena la morte se questo compito non veniva svolto a dovere e il popolo soffriva. Tra i celti, chi prendeva le decisioni ancora prima del re erano i drudi, i famosi sacerdoti celti vestiti di bianco e con la tonsura che scopriva tutta la fronte fino all’apice della testa, che ricalcavano alcune caratterisiche tipiche degli sciamani nordici. 
Rhiannon è anche la Madre Fruttifera: senza di lei, dopo che è scesa nell'altromondo sotto il Tumulo di Arberth", il mondo finisce in una specie di stato comatoso in cui non cresce più nulla, e questo le attribuisce qualche affinità con la più nota Persefone. A Rhiannon vengono attribuiti anche i neri uccelli sacri che stanno sul melo alle porte dell’altromondo, i quali cantano una melodia che addormenta i vivi e risveglia i morti. Alcuni anni fa con alcune amiche (le mie sorelle dell'Avalon Nemeton) che condividevano con me le loro ricerche, pensammo che forse questi uccelli potevano essere dei merli: sono neri, il loro canto è tra i più melodiosi e ce lo fanno ascoltare dall’alba fino oltre il tramonto: risvegliano i morti e addormentano i vivi.


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Note Bibliografiche:
- "The Mabinogion" di Lady Charlotte Guest, Ed. Dodo Press
- "Avalon Within" di Jhenah Telindru, Ed. Llewellyn Publications 
- "Rhiannon - Divine Queen of Celtic Britons" di Jhenah Telyndru, Ed. Moon Books

- L'immagine di Rhiannon è presa da Pinterest dove non era indicato il nome dell'autore

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Testo di Niviane. Vietato copiare o utilizzare il contenuto di questo post o parti di esso senza aver ricevuto il consenso esplicito e scritto dell'autrice

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